Uauawiwa

Attualmente non credo ci siano pellicole che mostrino gli Stati Uniti d’America meglio di Borat. Un film senza precedenti che, credo, possa fare scuola.
Sacha Baron Cohen, nella sua genialità, riesce a fondere tutti i veicoli cinematografico-televisivi che esistono, in un’unica sorprendente formula che apparentemente risulta comico-surreale ma che in realtà conserva in se una critica profonda del mito americano.
Borat sembra un documentario perché realmente documenta un viaggio e, cosa importante, le persone che il protagonista incrocia non sono attori; ma è di più, è anche una specie di reality show perché mostra un uomo seguito 24 ore al giorno da una telecamera; ma è di più, è un insieme di candid-camera perché gli americani che si imbattono in questo giornalista kazako, lo subiscono e subiscono la sua invadenza, inconsapevoli di quello che gli stia accadendo; ma è ancora di più, è un road-movie, è un low-budget, è un “Dogma”, è un b-movie, è un film d’amore, è uno spettacolo satirico, è un esperimento comico, è un esperimento mediatico, è tutto questo e anche di più!
È un film che racconta l’America ed il suo squallore, attraverso le vicende grottesche ed irriverenti di un uomo innamorato che percorre migliaia di chilometri per raggiungere la donna che ama. L’ha vista in TV, in realtà non la conosce ma la sogna e la desidera. E probabilmente Pamela, la bellissima donna che Botar sogna di sposare, rappresenta proprio la metafora di quel paese: bello e disponibile ma che alla fine ti delude perché non è mai come lo sognavi… e alla fine vai a puttane!

One Response to “Uauawiwa”

  1. Sasha Cohen Says:

    Hi there…Thanks for the nice read, keep up the interesting posts..what a nice Sunday . Sasha Cohen

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