Personale
May 4th, 2008Questo maggio non è cominciato bene per me. Lo dico serenamente, anche se è strano per uno come me, ma per ora non ho nient’altro da dire e non so per quanto durerà… a presto!
Questo maggio non è cominciato bene per me. Lo dico serenamente, anche se è strano per uno come me, ma per ora non ho nient’altro da dire e non so per quanto durerà… a presto!
Oggi è sorta l’Aurora. È una bambina bellissima, sana e ha la vita negli occhi. È la figlia di Susy e Luigi, è la nipotina di Francesca e Roberto e, così come la sorellina Antonella, è la gioia di tutta la sua famiglia e di chi le vuole bene. Auguri di una meravigliosa vita.
Sono tornato l’altro ieri sera, dopo un intenso giorno di lavoro e un po’ di ozio casalingo, rieccomi qui. L’esperienza scozzese è stata bella. Edimburgo ha qualcosa di inspiegabile e magico, al centro tra Harry Potter, TrainSpotting, Agente 007, Highlander e Braveheart. Qualcosa che quando ti ci trovi, camminando per le strade, tra le antiche abbazie, su per le salite ripide, sopra e sotto i ponti, non ti spieghi.
Ad Edimburgo c’è Starbucks e dietro l’angolo una casa da dove esce una ragazzina darkettona con un bastone in mano che spiega essere appartenuto al fantasma che viveva in quella casa. Ad Edimburgo, dovunque tu ti possa trovare, vedrai sempre in lontananza una cupola, una guglia, un tetto a fregi gotici.
Le nuvole corrono velocissime e le stagioni passano di ora in ora. Le mura sporche della città sembrano sporcate di proposito per crearne l’atmosfera, sembra che nessuno, tra le persone che vedi passare, possa esserne stato artefice volontario. La periferia è il risultato di uno stranissimo contrasto tra abbandono, degrado, ordine e serenità. Tra puzza di piscio e odore di pane.
È una città da guardare, da girare, da vivere, sforzandosi di sentirla al massimo, stando fermi contro vento.

Domani parto per Edimburgo (Scotland, United kingdom), sempre per lavoro ragazzi. Partiamo presto da Napoli, andiamo a prendere il primo aereo a Roma per Amsterdam, dopo un paio d’ore ripartiamo per Edimburgo e torniamo mercoledì.
Purtroppo non potrò fare gli auguri di persona ad Elena e a Nicola, ma li faccio ad entrambi da qua con tutto l’affetto. Ciao a tutti e a presto.

E quindi è andata così: ha vinto “la libertà”. Ha vinto la libertà di uno schieramento politico, dei suoi potenti leader e del suo spregevole capo, a discapito del popolo.
Se andrà come credo che vada, ci toccherà dimenticarci concetti come laicità, progresso culturale e sociale, crescita economica, stabilità lavorativa, meritocrazia, libertà alla magistratura, lotta alla malavita, apertura delle frontiere, finanziamenti pubblici, onestà e rispetto da parte dei mass-media, libertà di espressione, eccetera, eccetera.
Se andrà come credo che vada, ci toccherà lavorare molto dal basso di questo paese, ci toccherà cambiare noi stessi per migliorarci civilmente e socialmente. Ci toccherà crearci un’altra Italia: un Italia vera, onesta, reattiva, combattiva, matura, diversa da quella di Berlusconi, Bossi e Fini.
Credo che ci tocchi fare tutto ciò, ma credo che alla fine ognuno di noi accenderà la propria TV, si rincoglionirà e vivrà le tante vite che vede scorrere in video, dimenticandosi di vivere la propria.

Avevo deciso di pubblicare, su YouTube e poi su questo blog, un video che manifestasse la mia votazione. Per un paio d’ore questo filmato è stato on-line con questa premessa:
Chiarisco che questo video NON È LA DOCUMENTAZIONE PER UN VOTO DI SCAMBIO ma è semplicemente una spontanea ESTERNAZIONE PUBBLICA DELLA MIA VOTAZIONE alle elezioni politiche dell’aprile 2008.
L’avevo fatto per tre semplici motivi: per ribadire l’importanza del voto, per esprimere il mio disaccordo nei confronti del concetto “il voto è segreto” e per dimostrare che nonostante il nuovissimo decreto lo vieti, sono riuscito a portare con me un cellulare con fotocamera e a filmarmi mentre votavo; nessuno me l’ha impedito.
Ho successivamente deciso di cancellarlo perché violare una legge solo per esprimere questi concetti è effettivamente inutile e perché atteggiarsi a rivoluzionario è ridicolo, se poi si conduce una vita normale.